Gradisca

L'esistenza di monumenti preistorici (il Castelliere e le 'Rivis'), di reperti archeologici, come le urne cinerarie, rinvenute nel 1746 in occasione di scavi all'interno della cortina, oppure le abbondanti tracce di insediamento romano nei Lavorês, documentano la presenza di un nucleo abitativo ben prima del periodo al quale l'attuale toponimo slavo di Gradisca parrebbe rimandare. Il nome Gradisca è stato acquisito all'epoca degli insediamenti slavi, che, attorno al 1000 d.C., si registrarono in Friuli. Si trattava di coloni di etnia slava chiamati dal patriarca a ripopolare la pianura friulana devastata dalle scorrerie degli Ungari, i quali si stanziarono laddove gli insediamenti precedenti erano stati abbandonati. Nel periodo successivo sorsero, a Gradisca ed in vari centri della pianura friulana, le cosiddette 'cortine', sorta di recinzioni attorno alla chiesa, che, non solo a Gradisca, riutilizzarono i profondi fossati (come le nostre 'Rivis') ereditati dalle popolazioni precedenti, trasformandoli in elementi di funzionali strutture difensive. Le vicende di questo paese non possono essere disgiunte dal "grande guado" sul fiume Tagliamento, il quale collegava Gradisca a Valvasone attraverso la "strada maggiore", e che ha determinato la sua storia. A questo guado faceva capo la strada che saliva da Aquileia (a suo tempo detta 'Ungarica', oggi 'Napoleonica'), e quando l'asse dei transiti si spostò verso Udine il paese di Gradisca venne coinvolto in modo ancora più diretto. Le fonti storiche ci fanno sapere che il patriarca affidò nel secolo XII questo avamposto ai conti di Gorizia, che lo tennero tra alterne vicende almeno fino alla conquista del Friuli da parte di Venezia, nel 1420. Anche se nel frattempo si registrarono alcuni temporanei passaggi di proprietà, che videro coinvolti i signori di Valvasone e anche quelli di Spilimbergo, ciò non incise in modo rilevante sullo sviluppo del paese. Dopo aver subito la distruzione della cortina nel 1309 e nel 1361, Gradisca fu testimone e vittima delle invasioni turche del 1477 e del 1499; registrò una fase di significativo sviluppo, anche economico, nell'ultima parte della dominazione veneziana, ma la 'battaglia sul Tagliamento', che si combatté nel marzo 1797 tra le truppe di Napoleone e quelle austriache, segnò la dismissione del guado ed il progressivo isolamento del paese. Da queste vicende e dal prolungato transito commerciale si può dire che nasca il particolare carattere di questa gente. In ambito religioso, Gradisca si originò come comunità cristiana dalla pieve matrice di Codroipo, e per diversi secoli fu collegata a San Lorenzo e Pozzo. Dal 1605 venne poi eretta in parrocchia, con la chiesa parrocchiale di S. Stefano protomartire e quella campestre di S. Giorgio.

Toponomastica
GRADISCA di Sedegliano (in friulano Grediscje): è uno dei tipi più comuni nella toponomastica dei paesi slavi e significa "luogo cintato, fortificato". È probabile che l'insediamento di Gradisca abbia preso il nome dal castelliere (fortificazione preistorica che sorge nei pressi). Agnul M. Pittana, I nons dai paîs dal Friûl di Mieç, P.I.C. del Medio Friuli 2002

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Mercoledì, 23 Novembre 2016